Archivio per novembre 2015

Taranto nella Grande Guerra e la tragedia della “Leonardo da Vinci”.

16 novembre 2015

La giornata di studi del 4 ottobre, promossa dalla benemerita Associazione degli Amici dei Musei, curata nei dettagli dalla Presidente Annapaola Petrone Albanese, ha supplito egregiamente alla latitanza delle istituzioni municipali. Per una volta la città di Taranto ha onorato seriamente il sacrificio di tanti concittadini che hanno consumato le loro vite in quel conflitto che non si è mai esaurito e che a tutt’oggi ci rende ancora eredi e sudditi della pestilenza bellica, che continua ad ingrassare e onorare i mercanti di cannoni e i produttori su larga scala di sua maestà, il filo spinato: quel feticcio supremo della guerra infinita, il simbolo par excellence della reclusione universale, che moltiplica muri e trincee , nella generale omologazione fra carcerati e carcerieri.
La memoria storica della sciagurata conflagrazione, causata da un sabotaggio, della corazzata “Leonardo da Vinci” nel Mar piccolo di Taranto, nella notte del 2 agosto 1916, doveva comportare la morte di 227 membri dell’equipaggio e 21 ufficiali. Senza le paccottiglie retoriche che nel passato hanno ammorbato la locale memorialistica cittadina, relatori esperti come l’Amm. Ugazzi, Comandante Marina Sud e gli Ammiragli Fabio Caffio e Fabio Ricciardelli della Fondazione Michelagnoli, hanno presentato una ricostruzione accurata ma non pedante di quella tragica vicenda, in virtù anche di un affascinante documentario d’epoca: Morte e resurrezione di una nave.
Appassionante anche la relazione dell’Architetto Augusto Resta sulla pregevole operazione di restauro del Busto di Leonardo da Vinci, posizionato nella Villa Peripato a ricordo del tragico evento.
Nel passato, non sono mancate al riguardo le corbellerie toponomastiche. Sul finire degli anni ’50, in una rassegna del Comune di Taranto, non mancavano tppiche gustose. Per esempio, a cercare informazioni sul perché di una “rampa Leonardo da Vinci”, si incappava in una strana minibiografia dell’illustre personaggio: “Perfezionò le conche, iniziò lo sparo (sic!) dei mortai grandinifughi, costruì molti canali lombardi, studiò il volo degli uccelli in relazione all’aviazione (?) e fondò la dottrina (!) del moto ondoso”.
Messo a posto l’ingegnere Leonardo, la giornata di studi si concludeva con grande soddisfazione dei presenti per il risanamento del Busto rivolto a mar piccolo, pur rimanendo come sempre perplessi di fronte alla enigmatica epigrafe posta a suo tempo dal magniloquente Criscuolo: LA CODARDIA NEMICA DISTRUSSE LA NAVE IL VALORE L’ITALICO IMPERO.
Tre complementi oggetto distrutti dalla codardia nemica!

Roberto Nistri

IL PARTIGIANO COMBATTENTE Angelo Antonicelli

10 novembre 2015

Angelo nasce a Massafra il 19 giugno 1919 da Giovanni e Rosa Mazzarano
Frequenta la scuola elementare sino alla terza classe ,poi a lavoro nelle campagne per collaborare al mantenimento della famiglia molto numerosa.
Chiamato alle armi il 2 febbraio 1940 viene arruolato nella 61^compagnia motociclisti bersaglieri
Dal 15 febbraio 1940 al 30 novembre 1941 prende parte della campagna in Libia dove viene ferito
in combattimento alla testa e frattura al piede destro
30 novembre 1941collocato in congedo
30 luglio 1942 richiamato alle armi e aggregato al 1° reggimento bersaglieri
Dal 10 novembre 1942 al 4 settembre 1943 ha partecipato alla campagna in Francia
8 settembre 1943 rientrato in Italia
Dal 14 settembre 1943 al 7 giugno 1945 ha fatto parte delle formazioni partigiane
nel partigianato piemontese con la 78^ brigata Garibaldi con il nome di battaglia “DIAVOLO NERO”
conseguendo il grado di capo nucleo il 26 settembre 1944.
Il 20 dicembre 1944 durante una azione di guerriglia ,viene fatto prigioniero dai tedeschi
e portato nel carcere di S. Vittore a Milano.
Da Milano viene trasferito nel lager di Bolzano dove arriva il 15 gennaio 1945
Il 1 febbraio 1945 con il trasporto 119 di 541 deportati viene trasferito al campo di concentramento
di Mauthausen in Austria dove arriva il 4 febbraio 1945 e classificato con la categoria SCHUTZ
ovvero “deportato per motivo di sicurezza” ;il suo numero di matricola nel campo era 126017
Dal campo di sterminio di Mauthausen è sopravvissuto sino alla liberazione del campo avvenuto il
5 maggio 1945 da parte delle truppe americane.
Negli ultimi giorni di permanenza nel campo di Mauthausen era diventato uno scheletro vivente , non
più abile ai lavori forzati,destinato al forno crematoio e,come cristiano, riceve l’estrema unzione.
Il 29 luglio del 1945 è arrivato in treno nel suo paese, Massafra.
Quando arrivò a Massafra dopo 60 giorni dalla liberazione di Mauthausen , pesava meno di 40Kg
Era un giovane di soltanto 26 anni.
Angelo è deceduto nel 1988 all’età di 69 anni
Fonti notizie
Foglio matricolare servizio militare
Banca dati partigianato piemontese http:/intranet.istoreto.it
libro di VENEGONI Uomini, donne e bambini nel Lager di Bolzano
libro di Italo Tibaldi COMPAGNI DI VIAGGIO