Cultura e territorio a Taranto

6 luglio 2015 Nessun commento »

Settantesimo della Liberazione:  25 aprile 1945 –  25 aprile 2015 di Roberto Nistri

1. L’illusione della Fiera del Mare e la “bella morte” del Premio Taranto (1946-1953)

 

La città si era misurata onorevolmente con il grande conflitto mondiale, giocando un ruolo di primo piano nella fase finale della guerra, conseguendo riconoscimenti e apprezzamenti da parte delle forze alleate per l’eccellenza delle maestranze, in virtù anche di un apparato industriale conservato praticamente intatto: una eccezione fra le grandi città italiane.  Inevitabili erano le preoccupazioni per l’azzeramento della flotta e una difficile riconversione da una economia di guerra a una di pace.  Doveva da subito affacciarsi la richiesta,  un po’ peregrina,  di un “risarcimento” per l’impegno patriottico sostenuto dalla cittadinanza.

Si apriva una nuova stagione,  non di entusiasmo ma certo di passione. Ricorrendo a  un titolo di Dickens  , Il racconto delle due città, abbastanza appropriato per la Taranto bimare, si potrebbe dire: “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”. Il 14 agosto 1946 veniva inaugurata, alla presenza del capo dello Stato Enrico De Nicola,  la Fiera del Mare: una messa in valore di attrezzature e capacità produttive concernenti la cultura del mare e la capacità di creare un mercato marinaro, unico in Italia e in Europa. Un brand eccellente. Purtroppo l’iniziativa doveva svilupparsi fiorente in quel di Genova, mentre a Taranto nel ’51 la Fiera chiudeva i battenti: gli stands, diventati luoghi di convegno per coppiette, venivano demoliti con le ruspe: il fallimento di una imprenditoria sui generis,  incapace di schiodarsi dalla monocultura statale. Continua a leggere: Cultura e territorio a Taranto

Guerra alla guerra

11 giugno 2015 Nessun commento »

 

di Roberto Nistri
Per gli amici dell’Anpi Taranto. Nella ricorrenza della grande guerra ,  sia nella produzione editoriale, sia nella offerta televisiva, i media  hanno aperto, è il caso di dirlo, un autentico  volume di fuoco, con offerte innovative e di grande qualità critica.  Ci sembra che a Taranto e Provincia,  la proposta divulgativa ed educativa, sia stata largamente sottoutilizzata se non  francamente sprecata. L’Archivio di Stato di Taranto ha prodotto una mostra decorosa, anche se alcune immagini ci sembrano più somiglianti a quelle ritoccate a posteriori dalla iconologia littoria,  in particolare la graziosa locandina d’invito alla manifestazione. Onore all’impegno dei bravi archivisti,ma la questione ci sembra
di ben altra valenza. Non  pare che nelle scuole e nelle istituzioni culturali delegate , si  siano registrate con una qualche risonanza ,  normali presentazioni e dibattiti sul lavoro più aggiornato di agguerriti studiosi, considerando anche la ricchezza di una recente produzione filmica.  Per quanto riguarda la storiografia locale, non è neanche il caso di calare il solito velo pietoso. Per il momento, ci rivolgiamo ai buoni compagni dell’ANPI , proponendo alcune modeste riflessioni sull’argomento.

Recensione libro Nicola Tranfaglia

11 giugno 2015 Nessun commento »

 Il libro di Nicola Tranfaglia Breve storia dell’Italia unita (1848-2013) Mondadori Università ha il pregio di offrire uno sguardo d’assieme su questi 165 anni di Stato unitario con un linguaggio semplice e  una chiara impostazione. L’autore parte da un giudizio sulla situazione attuale caratterizzata da una crisi economica e insieme morale, politica e culturale, che rivela anche la scarsa capacità delle Istituzioni di rispondere alle esigenze di una società in trasformazione. In questo quadro,lo storico, con le armi dello studio e della critica scientifica, si sforza di indicare  le ragioni che hanno portato il nostro Paese alla crisi attuale. Continua a leggere: Recensione libro Nicola Tranfaglia

TARANTO PIAZZA DELLA VITTORIA 25 APRILE 2015

12 maggio 2015 Nessun commento »

Intervento ufficiale di Giovanni Battafarano Presidente ANPI Taranto

“Nella Resistenza, le radici della libertà e della democrazia”

Autorità, Signore e Signori,

   “la lotta di Liberazione fu un movimento collettivo, somma di tante scelte individuali di donne e uomini comuni che si impegnarono per affermare i principi di libertà e indipendenza a fronte di sofferenze e, spesso, fino al sacrificio personale… la loro memoria è degna di essere trasmessa alle nuove generazioni, insieme ai valori e ai principi della Carta Costituzionale”. Così una Risoluzione approvata a larghissima maggioranza alla Camera dei Deputati lo scorso 17 marzo.

Accanto alle forze alleate, che avevano risalito la penisola negli ultimi venti mesi, le brigate partigiane avevano combattuto con valore e inferto gravi colpi al regime fascista e all’occupante nazista. Il 25 aprile fu il giorno dell’insurrezione generale, che concludeva cinque anni di guerra e di inaudite sofferenze. Da tempo le basi del regime fascista si erano sgretolate. I facili entusiasmi che a Piazza Venezia il 10 giugno 1940 avevano salutato l’entrata in guerra dell’Italia erano stati ben presto sostituiti dal disincanto, dalle sconfitte militari, dai bombardamenti , dalle gravi ristrettezze economiche. Tra il 1943 e il 1944, caso unico in Europa,  scioperi imponenti si svolgono nelle città industriali del Nord. Il regime perde consensi tra gli operai e i ceti popolari. Anche a Taranto, dove pure l’adesione al regime era alta, si manifestò una forte avversione antifascista specie tra gli operai  dell’Arsenale e dei Cantieri navali. Il protagonismo dei lavoratori in sciopero si saldò naturalmente con l’azione delle brigate partigiane.

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Aggiornamento Tesseramento 30 aprile 2015

6 maggio 2015 Nessun commento »

aggiornamento tessere:al 30 aprile 2015
91 Taranto
85 Massafra
07 Montemesola
07 Statte

per un totale di 190 tesse + 3 ad Honorem

Emanuele Basile, 35 anni dopo

5 maggio 2015 Nessun commento »

La notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio 1980, 35 anni fa, a Monreale, cadeva il giovane ufficiale dei carabinieri, il tarantino Emanuele Basile, 30 anni, sotto i colpi di alcuni killer. Nel momento in cui riceveva quei 7 colpi di pistola, portava in braccio sua figlia Barbara di 4 anni. Cadde con lei, in un ultimo, estremo abbraccio; bagnando col sangue la bambina rimasta lì, tra le sue braccia, illesa. Coraggioso ufficiale, amato e stimato, stava indagando all’epoca sull’attività di una cosca mafiosa, quella cosiddetta di Altofonte. Era giunto a Palermo il 3 gennaio del 1977 ed aveva preso servizio al nucleo investigativo dal tenente colonnello Giuseppe Russo, anch’egli ucciso in un agguato mafioso, nell’agosto di quello stesso anno. 35 anni dopo, viviamo ancora in una triste realtà. L’ufficiale Basile, come tanti altri, certamente non pensava di passare alla storia come eroe, come “martire civile”, ma pensava di fare seriamente, “solamente” il suo mestiere.

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I rapporti di lavoro tra contratti di diverso livello

4 maggio 2015 Nessun commento »

di Giovanni Battafarano

Considero una scelta felice di Laboratorio Lavoro aver scelto come tema “Il lavoro tra persona e capitale”. Il tema della persona che lavora è molto fecondo e tale da costituire un punto di congiunzione delle elaborazioni  della cultura cattolica- Si pensi alla Caritas in Veritate di Benedetto XVI- e della cultura di sinistra, si pensi a Bruno Trentin e a Mario Tronti. Abbiamo alle  spalle un trentennio di teoria e prassi neoliberista, in cui il valore della persona che lavora è  stato abbastanza sacrificato sull’altare di una finanza sempre più aggressiva e spregiudicata e in cui i dislivelli sociali sono paurosamente aumentati. Tony Judt, nel suo “Guasto è il mondo”, ricorda che nel 1968 l’Amministratore delegato della General Motors guadagnava 66 volte più del suo dipendente medio; oggi l’Amministratore delegato della Walmart  guadagna novecento volte in più del suo dipendente medio. Thomas Piketty, nel suo fortunato “Il capitalismo nel XXI secolo”, analizza scientificamente l’accumulo  dei grandi patrimoni  e l’impoverimento dei ceti popolari e  medi, tendenza che indebolisce le basi sociali della democrazia. Valorizzare il lavoro tra  persona e capitale significa ripristinare un circuito virtuoso, tanto più necessario se si vogliono cogliere i primi sintomi di ripresa ed uscire dalla crisi. Continua a leggere: I rapporti di lavoro tra contratti di diverso livello

Anpi Taranto. 70° anniversario della liberazione

20 aprile 2015 Nessun commento »

LO STATO INNOVATORE

20 aprile 2015 Nessun commento »

Il libro di Mariana Mazzucato (Bari, Laterza, 2013) rappresenta un rigoroso tentativo di confutare la logora tesi neoliberista che lo Stato è il problema piuttosto che la soluzione del problema. La Mazzucato dimostra che, a monte dei formidabili successi delle imprese innovative, c’è sempre lo Stato, il cui ruolo non è solo quello meno controverso di curare i fallimenti del mercato, ma anche quello principale di “risk taker”, cioè di assuntore del rischio di innovare, laddove il privato è restìo a cimentarsi. Lo Stato è un “investitore paziente”, disposto ad attendere il tempo necessario affinché l’innovazione dia i suoi frutti, laddove i “venture capitalists” non amano il rischio e prediligono gli investimenti che permettano rapidamente cospicui utili e  quotazione in borsa. D’altro canto, la crisi economica degli ultimi anni non è dipesa dal debito pubblico, ma dalle speculazioni private.  Karl Polanyi   ricorda che la tesi che il mercato si regoli da sé, in realtà è un mito; Keynes e keynesiani sostengono a spada tratta l’importanza  di usare la spesa pubblica per rafforzare la domanda e stabilizzare l’economia; Shumpeter sottolinea l’esigenza che lo Stato sostenga l’innovazione e la creazione di ricchezza. Quindi occorre  intervenire sia dal lato della domanda sia dell’offerta; Keynes più Shumpeter. Lo Stato sviluppista, lo Stato innovatore. Continua a leggere: LO STATO INNOVATORE

I rapporti di lavoro tra contratti di diverso livello

4 aprile 2015 Nessun commento »

 

 di Giovanni Battafarano

   Considero una scelta felice di Laboratorio Lavoro aver scelto come tema “Il lavoro tra persona e capitale”. Il tema della persona che lavora è molto fecondo e tale da costituire un punto di congiunzione delle elaborazioni  della cultura cattolica- Si pensi alla Caritas in Veritate di Benedetto XVI- e della cultura di sinistra, si pensi a Bruno Trentin e a Mario Tronti. Abbiamo alle  spalle un trentennio di teoria e prassi neoliberista, in cui il valore della persona che lavora è  stato abbastanza sacrificato sull’altare di una finanza sempre più aggressiva e spregiudicata e in cui i dislivelli sociali sono paurosamente aumentati. Tony Judt, nel suo “Guasto è il mondo”, ricorda che nel 1968 l’Amministratore delegato della General Motors guadagnava 66 volte più del suo dipendente medio; oggi l’Amministratore delegato della Walmart  guadagna novecento volte in più del suo dipendente medio. Thomas Piketty, nel suo fortunato “Il capitalismo nel XXI secolo”, analizza scientificamente l’accumulo  dei grandi patrimoni  e l’impoverimento dei ceti popolari e  medi, tendenza che indebolisce le basi sociali della democrazia. Valorizzare il lavoro tra  persona e capitale significa ripristinare un circuito virtuoso, tanto più necessario se si vogliono cogliere i primi sintomi di ripresa ed uscire dalla crisi. Continua a leggere: I rapporti di lavoro tra contratti di diverso livello